Le Mans '66 – La grande sfida ci ricorda che, a volte, perdere con stile vale più di vincere con calcolo. E che il sorriso amaro di Ken Miles sul podio, con il trofeo del secondo posto in mano, è l'immagine più vera della corsa automobilistica: crudele, ingiusta e meravigliosa. ★★★★☆ (4/5) Consigliato a: Appassionati di motori, amanti delle storie di underdog, e a chiunque abbia mai litigato con il proprio capo per fare le cose come si deve.
Il film inizia proprio con questo rifiuto. È la scintilla che dà vita a una guerra tecnologica e psicologica. Ford spese milioni di dollari (si parla di circa 10 milioni dell'epoca, pari a quasi 100 milioni oggi) per costruire la GT40, una vettura in grado di battere le rosse di Maranello. Se Carroll Shelby era il visionario che progettò la Cobra, Ken Miles era il perfezionista ossessivo. Nel film, Miles viene descritto come un pilota geniale ma "difficile", un inglese trapiantato in America che capiva la macchina meglio dei suoi ingegneri. Ford v Ferrari - Le Mans -66 La grande sfida -2...
Nel film, la delusione negli occhi di Ken Miles è devastante. Nella realtà, Miles commentò la cosa con una battuta: "Sono stato pagato per vincere la corsa, non per farmi fotografare". Ma fu un colpo duro. Ironia della sorte, la vera grandezza di Miles si vede nella sconfitta. Il film mostra che, senza la forzatura della foto, Miles avrebbe vinto con un giro di vantaggio. Pochi mesi dopo Le Mans, nel 1966, Ken Miles morì tragicamente mentre testava la nuova versione della GT40 (la "J-car") a Riverside. Le Mans '66 – La grande sfida ci
Miles accetta, rallentando volontariamente. Ma chi ha stabilito l'ordine di partenza? I commissari francesi, basandosi su un giro virtuale (le posizioni in griglia), decretano vincitori Bruce McLaren e Chris Amon, relegando Miles al secondo posto. Il film inizia proprio con questo rifiuto
Ma cosa è realmente successo al Circuit de la Sarthe nel 1966? E quanto c'è di vero nel duello tra Carroll Shelby (Matt Damon) e Ken Miles (Christian Bale)? Ecco un’analisi della sfida che ha umiliato Enzo Ferrari nel suo stesso regno. All'inizio degli anni '60, Ford voleva comprare la Ferrari. Enzo Ferrari, però, annullò l'accordo all'ultimo minuto, offeso dalle condizioni imposte da Detroit. Ferito nell'orgoglio, Henry Ford II decise di distruggere la Ferrari dove era più forte: alla 24 Ore di Le Mans.